Lecco:About

Da Lecco.

Indice

Lecco

Lecco (Lècch in lecchese) è un comune di circa 47mila abitanti, capoluogo dell'omonima provincia lombarda, istituita nel 1992.

|longitudineSecondi = 0 |mappaX = 71 |mappaY = 45 |altitudine = 214 |superficie = 45 |abitanti = 47.319 |anno = 31-12-07 |densita = 1.044,6 |frazioni = Acquate, Belledo, Bonacina, Castello, Chiuso, Germanedo, Laorca, Maggianico, Malavedo, Olate, Pescarenico, Rancio, San Giovanni, Santo Stefano |comuniLimitrofi = Abbadia Lariana, Ballabio, Brumano (BG), Erve, Galbiate, Garlate, Malgrate, Mandello del Lario, Morterone, Pescate, Valmadrera, Vercurago |cap = 23900 |prefisso = 0341 |istat = 097042 |fiscale = E507 |nomeAbitanti = lecchesi |patrono = San Nicolò |festivo = 6 dicembre |sindaco = Antonella Faggi |sito = http://www.comune.lecco.it/

Geografia

Lecco sorge, su un deposito alluvionale, in una conca delimitata dalle Prealpi e dal Lago di Como dove l'Adda riprende il suo corso. Il territorio cittadino è solcato da 3 principali torrenti, il Gerenzone il Caldone e il Bione. Le montagne che formano la conca naturale dove si adagia l'abitato sono: a Nord il Monte San Martino de caprioli, a Est il Monte due Mani, il Pizzo d'Erna e il Monte Resegone, a Sud il Magnodeno. A Ovest, sulla riva destra dell'Adda si trova il Monte Barro. Sull'Adda nei pressi del ponte Azzone Visconti si trova la piccola Isola Viscontea.


Morfologicamente il territorio lecchese è il risultato dalle numerose glaciazioni che hanno colpito il pianeta, circostanza ben evidente nell'aspetto delle montagne circostanti, una su tutte la Grigna, che mostrano tutte le caratteristiche dell'escavazione glaciale.


File:Lecco e il suo lago.JPG
Panoramica di Lecco, del suo lago e delle montagne circostanti dal monte Barro

Storia

Epoca Celtica e Romana

La storia di Lecco è molto antica, recenti scavi dei Musei Civici di Lecco hanno portato alla scoperta di un villaggio della Cultura di Golasecca (Prima Età del Ferro) alla Rocca di Chiuso. L'orizonte cronologico va dal IX secolo a.C. al IV secolo d.C. Quindi l'isediamento dei Celti golasecchiani nella zona precede di oltre 4 secoli l'arrivo dei Celti La Tène da oltralpe e numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza della cultura di Golasecca e di La Tène nella zona (Olate di Lecco, Valsassina). Nel 2005 ai Piani d'Erna (Comune dnn e vero i Lecco) scavi dei Musei Civici di Lecco e della Università di Bergamo hanno portato alla luce il più antico sito di produzione metallurgica dell'intero arco alpino (II secolo a.C. - I secolo d.C.). I resti di forni fusori e di scorie di lavorazione comprovano che questa attività, che sarà poi per duemila annai tradizionale per Lecco, era allora già fiorente. Probabilmente celtico anche il toponimo Lecco che si collega a Lech o Loch e cioè lago, come ancora oggi in numerosi dialetti e toponimi di origine celtica (Irlanda, Scozia, Galles, Bretagna, Galizia). I ritrovamenti archeologici d'Età romana sono tanto scarsi e sporadici da far escludere l'esistenza, all'epoca, di un abitato di una certa consistenza. Anche la principale arteria militare proveniente da Aquileia, attraverso Bergamo, diretta a Como, non transitava da Lecco ma più a sud, sul ponte romano di Olginate. Il castrum del colle di Santo Stefano, individuato da Bognetti, e sul quale condusse i primi scavi archeologici il padre di Alessandro Manzoni, Pietro, risale al periodo Tardoantico -Altomedivale e faceva parte delle possenti fortificazioni del limes, poste a difesa di Mediolanum, che circondavano tutto il Lario Orientale da Monte Barro a Lavello.

Il medioevo

Durante l'alto medioevo la zona dei dintorni di Lecco acquista una notevole importanza militare. Punto nodale di diverse vie che mettevano in comunicazione l'attuale Lombardia con i territori d'Oltralpe, la regione diviene teatro di scontri e decisive battaglie, come è dimostrato dall'improvvisa scomparsa dell'importante fortificazione dei Goti sul Monte Barro, dove gli scavi archeologici hanno messo in luce i resti di un castello del VI secolo, del quale sono stati riconosciuti un'area abitata ai Piani di Barra ed un sistema difensivo tra l'Eremo ed il versante sud-orientale del monte. Il sistema fortificato di Lecco (Castrum Leuci) diventa sede, con i Carolingi, di un importante Comitato affidato alla famiglia degli Attonidi. Nel 960 l'ultimo di questi conti fu privato del potere dall'imperatore Ottone I e Lecco fu sottoposto alla Signoria dell'Arcivescovo di Milano. La Signoria arcivescovile su tutte le terre orientali del Lario durerà per molti secoli. Per tutto il medioevo il nome di Lecco non indica un particolare centro abitato, ma comprende tutta la zona tra il lago e la Valsassina. Lecco era un abitato policentrico, in cui i vari rioni erano strettamente interdipendenti, ognuno con una specializzazione funzionale ed economica.

Il periodo comunale

Nel 1117 scoppiò una lunga guerra, durata 10 anni, che vide contrapposti molti paesi dei laghi di Como e di Lugano contro Milano, di cui Lecco era alleata. I lecchesi presero parte allo scontro e nel 1125, con una flotta di 30 navi, assediarono Como e la incendiarono. I rapporti con Milano rimasero però sempre molto tesi finché si arrivò alle armi. Dopo alterne vicende si raggiunse la pace nel 1219 e, nel 1224, si ottenne il riconoscimento di alcuni diritti dei lecchesi. Nel tentativo di affrancarsi dal dominio milanese, durante la contrapposizione tra Milano e l'imperatore Federico II - nipote del Barbarossa - Lecco sostenne quest'ultimo, ma alla sua morte i milanesi attaccarono il castello che sorgeva sulla collina di S. Stefano e nel 1250 lo rasero al suolo. Successivamente Lecco rimase coinvolta nelle lotte tra le potenti famiglie milanesi dei Visconti e dei Torriani, questi ultimi proprietari dei territori valsassinesi. Le lotte portarono Matteo Visconti a distruggere il borgo dando ordine che non risorgesse mai più (1296). Nonostante la distruzione Lecco venne però ricostruita e successivamente riconquistata da Azzone Visconti. Questi fece edificare il ponte tuttora esistente che da lui ha preso il nome (conosciuto anche dai residenti col nome di "Ponte vecchio") e, considerando l'importanza strategica della zona posta al confine con il territorio di Venezia, ne fortificò il borgo. Per tutto il periodo la Comunità Generale di Lecco, che comprendeva tutto l'attuale territorio comunale si eresse a libero Comune con propri Statuti e un Consiglio Grande di 100 consiglieri ereditari.

La dominazione spagnola

Con la caduta del Ducato di Milano Lecco passò alla Spagna, e, sotto Carlo V, venne trasformata in una piazzaforte militare. In questo tormentato periodo si colloca la figura di Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, signore di Musso, un capitano di ventura che dominò la scena lombarda dapprima con azioni piratesche e, successivamente, con una disinvolta e machiavellica condotta politica. Gian Giacomo Medici ottenne il dominio di Lecco, della Valsassina e di parte della Brianza; dominio che perse quando, momentaneamente, questi territori tornarono sotto Francesco Sforza duca di Milano. Il Medeghino passò quindi agli ordini di Carlo V, facendosi onore come condottiero dell'esercito imperiale. Di fatto in questo periodo il potere rimase nelle mani del Patriziato Milanese, secondo la tradizionale politica spagnola che mantenne l'autonomia dei vari Paesi dipendenti dalla Corona di Spagna. L'attività siderurgica continuò a fiorire, anche per l'azione di numerosi mercanti-imprenditori lecchesi, il principale dei quali fu Giacomo Maria Manzoni, il quadrisavolo del romanziere. . In questo periodo si soffrì, come in tutto il milanese, di pestilenze e carestie, che il Manzoni ha mirabilmente descritto nei "Promessi Sposi". Nel 1746 la Lombardia passò agli Asburgo e Maria Teresa d'Austria pose Lecco a capo delle Pievi di Bellano, Mandello, Varenna, Vedeseta e Valsassina.

La dominazione austriaca

Nel 1784 Giuseppe II del Sacro Romano Impero visita la città e decide la definitiva soppressione della cinta muraria. Con la discesa di Napoleone e la nascita nel 1797 della repubblica Cisalpina, la Riviera di Lecco si trova a far parte del Dipartimento della Montagna (del quale Lecco è il capoluogo ). Nel 1799 un reparto dell'esercito austro - russo di Suvorov al comando del principe Bagration si scontrano a Lecco con i francesi e li sconfiggono. La battaglia apre loro le porte di Milano che cade in loro possesso. L'anno successivo, con il ritorno di Napoleone si ha la Seconda Battaglia di Lecco che è vinta, questa volta, dai francesi. La città è incorporata prima nel Dipartimento del Lario e poi in quello del Serio. Nel 1814, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, l'esercito austriaco riprende possesso del territorio, sopprime ogni istituzione francese e suddivide definitivamente Lecco in tanti piccoli Comuni che verranno riaccorpati solo nel 1923. Il periodo del Regno Lombardo Veneto conobbe anche effetti positivi sulla storia di Lecco, in questi anni si collocano numerosi interventi di ammodernamento e sviluppo del territorio, come l'introduzione di una burocrazia efficiente, l' incremento del catasto, introdotto già da Giuseppe II, e lo sviluppo industriale che portarono ad un diffuso benessere; l'industria serica, tradizionale nell'area, venne meccanizzata con l'uso del vapore e crebbe impetuosamente la tradizionale lavorazione del ferro, dando vita a grandi industrie meccaniche come la Badoni che domineranno il mercato italiano anche per tutto il XX secolo.

Dal risorgimento al dopoguerra

La prima meta del XIX secolo portò Lecco ad essere uno dei cuori pulsanti della cultura italiana: gli Scapigliati, famoso gruppo di letterati milanesi fecero di Maggianico uno dei loro luoghi di ritrovo preferiti. Il fermento culturale del periodo era associato anche al fermento politico, e Lecco ed i suoi abitanti ebbero un ruolo molto importante nel Risorgimento lombardo. Alla notizia dell'insurrezione milanese contro l'Austria – marzo 1848 – fu un prete, don Antonio Mascari, ad incitare alla ribellione dal pulpito. Subito si raccolsero denaro e volontari. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo i cittadini assediarono il Commissariato e costrinsero il comandante a cedere le armi ma la rivolta non ebbe comunque successo. Nel'59, con la Seconda Guerra d'Indipendenza, Lecco e la Lombardia, furono unite al Regno di Sardegna, primo troncone del Regno d'Italia. Nel '59, tra l'altro, Lecco riebbe il titolo di città. Primo sindaco fu il notaio Francesco Cornelio. Nel 1923 i piccoli Comuni in cui gli austriaci avevano suddiviso Lecco vengono riaccorpati, nel 1928 anche il rione Maggianico è riunito alla città, mentre Malgrate e Pescate, di cui era prevista l'aggregazione, mantengono la loro autonomia. La città in seguito si sviluppò di pari passo con il paese, fu centro di aspre lotte sindacali per il miglioramento delle condizioni negli stabilimenti tessili e dovette pagare un enorme tributo di sangue nel corso delle due guerre mondiali, furono molti i caduti ricordati nei numerosi monumenti presenti in città. Tra il settembre del '43 e l'aprile del '45 Lecco si distinse nella resistenza ed è quindi tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito nel 1976 della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Rioni e frazioni

Lecco è suddivisa in rioni (quartieri) a loro volta suddivisi in contrade:

  • Lazzaretto: compreso tra il lago, il fiume Adda, il torrente Caldone e via Amendola.
  • Lecco centro: compreso tra il lago, il torrente Caldone, la linea ferroviaria e la Basilica (via Parini).
    • Borgo antico
    • Città ottocentesca
  • Malpensata: compresa tra la basilica (via Parini), il lago, la linea ferroviaria e via Capodistria.
  • Turati: compreso tra la ferrovia, il torrente Gerenzone, via Pasubio e colle Santo Stefano.
  • Arlenico
  • La Piccola
  • Caviate
  • Castello
  • Broletto: compreso tra la ferrovia, il torrente Gerenzone, il Meridiana e le vie Giovanni XXIII e Montanara.
  • Rancio
    • Rancio Inferiore
    • Rancio Superiore
    • Castione
    • Gera
  • Laorca
    • Laorca
    • Malavedo
    • Pomedo
  • Acquate
    • Concezione
    • Zuccarello
    • Poteo
    • Colongardo
    • Bassana
  • Bonacina
  • Olate
    • Olate: compreso tra il torrente Caldone, corso Matteotti, via Solferino, via Ponte Alimasco, viale Tonale
    • lo Zucco
  • Varigione
  • Germanedo:
    • Cesura
    • Paese (ex contrade Capolino, Santa Giustina e Ponte)
    • Villaggio: compreso tra le vie Tagliamento, La Marmora, Monte Lungo, Redipuglia, Grappa.
    • Eremo
    • Belfiore
  • Caleotto
    • Caleotto
    • Figarolo
  • Belledo
  • Maggianico
    • Maggianico Alto
    • Missirano
    • Barco
  • Chiuso
    • Chiuso
    • Chiusa Visconti
  • Pescarenico
    • Isola: compresa tra la ferrovia, il fiume Adda e via Amendola
    • Cuccagna
    • Era
    • Piscen
    • Convento
    • Fossa
  • Bione con Rivabbella
    • Bione: compreso tra il lago di Garlate, la SS36, la ferrovia ed il torrente Tuf.
    • Rivabella: compreso tra il lago di Garlate, il torrente Culigo, la ferrovia ed il torrente Tuf.
  • Sant'Ambrogio
  • Falghera (frazione)
  • Malnago (frazione)
  • Versasio (frazione)
  • Erna (frazione)
  • Pradello (frazione)
  • Resinelli (frazione)

Musei civici

Fondati nel 1888 da Carlo Vercelloni, i Musei Civici di Lecco sono oggi un sistema museale costituito da cinque istituti:

Fanno parte del sistema anche la sezione separata d'archivio, la biblioteca specializzata e la fototeca.

Sport

Lo sport a Lecco è da sempre legato alle peculiarità del suo territorio: la montagna ed il lago. Il Rugby Lecco fondato nel 1975. Dopo un brillante campionato 2007/2008 ha raggiunto un risultato storico conquistando la promozione in serie B. Il gruppo dei Ragni di Lecco è famoso per le grandi spedizioni alpinistiche e per le sue attività legate alla valorizzazione della montagna sul territorio. La Canottieri Lecco, invece da più di un secolo offre ai lecchesi le strutture per gli sport acquatici, come il nuoto, la canoa ed il canottaggio ed ha allevato grandi campioni come il campione olimpico e portabandiera ai Giochi della XXIX Olimpiade Antonio Rossi. Da una costola di questa società nacque nel 1912 la squadra di calcio della città, la Calcio Lecco 1912. Il calcio è a tutt'oggi lo sport più praticato, nelle numerose società dilettantistiche della città e delle zone limitrofe, e che raccoglie il maggior numero di tifosi per i colori blucelesti. Nel Basket, invece, troviamo il Basket Lecco, che milita nel campionato di C2 Lombardo.

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